Il criterio dell’esperienza di servizio può costituire una discriminazione indiretta
Al fine di verificare l’esistenza di una discriminazione indiretta di genere il giudice, nel caso in cui disponga di dati statistici, deve in primo luogo prendere in considerazione l’insieme dei lavoratori assoggettati alla disposizione di cui si dubita; il miglior metodo di comparazione consiste, poi, nel confrontare tra loro: le proporzioni rispettive di lavoratori che
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Il giudicato sul danno da recesso anticipato del datore copre il dedotto e il deducibile
La pronuncia passata in giudicato (sentenza del Tribunale di Roma n. 4251/2008), che ha riconosciuto in favore del B. la somma complessiva di € 590.215,14 a titolo di risarcimento del danno per il recesso anticipato della datrice di lavoro dal contratto di lavoro a tempo determinato intercorso tra le stesse parti, richiamando le retribuzioni solo
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Discriminatoria e antisindacale la clausola del contratto che impedisce lo svolgimento di azioni sindacali
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza 21 luglio 2021, n. 20819, dopo avere ritenuto sussistente la giurisdizione del giudice italiano, hanno dichiarato la natura discriminatoria ed antisindacale della clausola inserita in un contratto di lavoro estero diretta ad impedire, pena l’annullamento del contratto e la perdita di qualsiasi incremento retributivo, interruzioni
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Se l’illecito è contrario al minimo etico non occorre la pubblicazione del codice disciplinare
Nelle ipotesi di condotta contraria al c.d. minimo etico (ossia quando la condotta addebitata sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito) la predeterminazione dell’illecito e l’affissione del codice disciplinare sono superflue (Cassazione civile, Sez. lav., ordinanza 9 luglio 2021, n. 19588).
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Indennità al GOT per le sole attività connesse allo svolgimento dell’udienza
Con la sentenza n. 172 del 23 luglio 2021 il Giudice delle leggi ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento agli artt. 3 e 97, comma 2, Cost., delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis, comma 1, lett. a), del D.L. 2 ottobre 2008, n. 151, convertito, con modificazioni, in legge 28 novembre 2008, n.
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Presupposti di configurabilità del mobbing
Ai fini della configurabilità del mobbing, è necessaria l’esistenza di plurimi elementi, la cui prova compete al prestatore di lavoro, di natura sia oggettiva che soggettiva e, fra questi, l’emergere di un intento di persecuzione che non solo deve assistere le singole condotte poste in essere in pregiudizio del dipendente, ma anche comprenderle in un
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La legge di conversione del Decreto Sostegni-bis: ulteriori novità in materia lavoristica
Si è concluso l’iter parlamentare della conversione in legge del “Decreto Sostegni-bis” (D.L. n. 73/2021) che ha portato alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della L. n. 106 del 23 luglio 2021.
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Lavoro giornalistico: la Cassazione adegua il vincolo di subordinazione al carattere intellettuale della prestazione
La Corte di Cassazione con la sentenza 14 luglio 2021, n. 20099 interviene nuovamente in tema di accertamento della subordinazione nell’ambito del lavoro giornalistico per affermare che, anche in caso di successione di contratti di collaborazione, con intervalli tra una prestazione e l’altra ed assunzione di incarichi estranei da parte del giornalista, è determinante valutare
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CGUE, quando il no del datore di lavoro al velo islamico o al crocifisso cristiano è legittimo
Le imprese possono vietare ai propri dipendenti di indossare sul luogo di lavoro, dove abbiano contatti col pubblico, segni visibili di natura politica o religiosa (come l’hijab, cioè il velo islamico o il crocifisso cristiano), purchè si tratti di una norma applicata in modo generale. Una norma interna di un’impresa, che vieta ai lavoratori di
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Non imputabile al datore di lavoro il comportamento antisindacale dell’associazione datoriale di categoria
Con sentenza del 14 giugno 2021, n. 2402 la Corte d’Appello di Roma ha accolto il ricorso di Telecom Italia S.p.A., riformando la sentenza di primo grado e accertando l’inesistenza di un comportamento antisindacale della società, la quale, su richiesta della propria associazione di categoria, aveva negato ad alcuni lavoratori di farsi assistere in sede
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