Reintegrazione nel posto di lavoro anche ai dipendenti a tempo determinato assunti prima del Jobs Act
Il Tribunale del lavoro di Milano (sentenza 28 maggio 2021), con una interpretazione costituzionalmente orientata e disattendendo le indicazioni della Corte di Giustizia UE, ha ritenuto applicabile anche ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato prima dell’entrata in vigore del Jobs Act (7 marzo 2015) e stabilizzati dopo tale data la tutela prevista dall’art.
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Consulenza del lavoro per PMI e imprese artigiane: possono pensarci le cooperative o i CAF
La normativa che disciplina la materia dei centri di assistenza fiscale e dei servizi di consulenza del lavoro affidati alle cooperative delle imprese artigiane e delle piccole imprese non consente di ricondurre l’attività di consulenza del lavoro svolta dai predetti centri nella fattispecie di reato prevista dall’art. 348 c.p., non essendo richiesta per tale attività
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Docenti: per la sospensione dal servizio è competente l’Ufficio per i procedimenti
In tema di sanzioni disciplinari nel pubblico impiego privatizzato, al fine di stabilire la competenza dell’organo deputato a iniziare, svolgere e concludere il procedimento, occorre avere riguardo al massimo della sanzione disciplinare come stabilita in astratto, in relazione alla fattispecie legale, normativa o contrattuale che viene in rilievo, essendo necessario, in base ai principi di
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Minimale contributivo della gestione artigiani: natura e funzione
La Corte D’Appello di Firenze si è pronunciata sulla possibilità di riconoscere a un’artigiana, assicurata alla relativa gestione previdenziale INPS, il diritto alla pensione, liquidata sulla base di contributi versati con riferimento al minimale previsto per legge, anche qualora emerga la percezione di redditi superiori rispetto a quelli dichiarati e la conseguente evasione dell’obbligo contributivo
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Quando si configura un abuso dei permessi ex L. n. 104/1992?
Con ordinanza n. 17102 del 16 giugno 2021, la Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento consolidato secondo il quale il diritto al permesso ex Legge n. 104/1992 presuppone un nesso causale diretto con l’assistenza al disabile. Pertanto, il dipendente che utilizzi il permesso in questione per scopi diversi integra l’abuso del diritto e commette una
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La cassiera non rilascia gli scontrini? Per stabilire la legittimità del licenziamento bisogna interpretare il CCNL
Al fine di stabilire quale sia la portata applicativa delle ipotesi contemplate dal contratto collettivo per le quali è prevista l’irrogazione di una sanzione conservativa, l’esegesi della norma va condotta attraverso la corretta e completa applicazione dei tradizionali criteri di ermeneutica contrattuale (Il principio è stato affermato con riguardo ad un caso in cui i
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Prescrizioni anti-covid: legittima la sanzione disciplinare al dipendente che non le osserva
Il Tribunale di Venezia, sez. lav., sentenza 4 giugno 2021, conferma la sanzione disciplinare comminata dal datore di lavoro ad un dipendente per mancato utilizzo della mascherina nonché per la contestazione della politica aziendale in punto di normativa anti-covid.
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L’assegnazione temporanea ad altra sede del dipendente pubblico genitore di minore di tre anni
Nel valutare la richiesta di assegnazione temporanea di cui all’art. 42-bis del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, la P.A. può tenere conto di proprie esigenze organizzative anche non direttamente o esclusivamente connesse con le competenze professionali dell’interessato o con l’insostituibilità delle mansioni da questi svolte nella sede di appartenenza, ma non può superficialmente riferirsi
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Illegittima la revoca delle prestazioni assistenziali per mafiosi e terroristi che scontano la pena fuori dal carcere
Con la sentenza 2 luglio 2021, n. 137 il Giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 2, 3 e 38 Cost., dell’art. 2, comma 61, della legge 28 giugno 2012, n. 92, nella parte in cui prevede la revoca delle prestazioni assistenziali nei confronti di coloro che scontino la pena per
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Gli elementi della subordinazione vanno provati dal lavoratore
Sul lavoratore che intenda rivendicare in giudizio l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato grava l’onere di fornire gli elementi di fatto corrispondenti alla fattispecie astratta invocata e, in particolare, i requisiti della eterodirezione e del potere disciplinare e di controllo del datore nei suoi confronti. La conferma arriva dalla Cassazione con ordinanza 5 luglio
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