Il diritto del lavoro omnicomprensivo e la Legge di Bilancio 2022
Di seguito l’articolo del Prof. Miscione, pubblicato in Il lavoro nella giurisprudenza, 2/2022, Milano, Ipsoa. Mentre nel periodo lunghissimo 2020-2021 sono state emanate per il lavoro norme quasi sempre transitorie, dalla fine del 2021 sono state fatte grandi riforme stabili, oltre la pandemia-Covid. Utilizzando l’esperienza dell’emergenza o traendo da essa l’occasione, in particolare la Legge
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I contributi versati alla gestione separata sono ripetibili senza limiti di tempo
Il Tribunale di Verona, Sez. lav., con la sentenza 2 febbraio 2022 ha stabilito che è ammessa la ripetizione integrale e senza limiti di tempo dei contributi previdenziali indebitamente versati da un soggetto nella gestione separata, non vigendo alcun termine prescrizionale, atteso che si deve ritenere non intervenuta la prescrizione decennale in virtù dell’applicazione analogica
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Illegittimo il licenziamento in caso di giustificazioni tardive del dipendente
In tema di licenziamento disciplinare, la violazione dell’obbligo del datore di lavoro di sentire preventivamente il lavoratore a discolpa, quale presupposto dell’eventuale provvedimento di recesso, integra una violazione della procedura di cui all’art. 7 St. lav. e rende operativa la tutela prevista dal successivo art. 18, comma 6 quale modificato dalla L. n. 92 del
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LPU: va riconosciuta la contribuzione figurativa per tutta la durata dell’impiego
La Corte di Cassazione, sentenza 25 febbraio 2022, n. 6346, conferma il proprio orientamento secondo il quale ai lavoratori LPU spetta la contribuzione figurativa per l’intero periodo di lavoro effettivamente prestato, senza alcun limite temporale e indipendentemente dalla iscrizione nelle liste di mobilità.
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Riconoscimento di patologia come dipendente da causa di servizio
Affinché sia affermabile la sussistenza di una causa di servizio è necessario che le attività svolte debbano essere eccedenti rispetto a quelle ordinarie, nel senso che nella nozione di concausa efficiente e determinante delle condizioni di servizio possono farsi rientrare soltanto i fatti ed eventi eccedenti le ordinarie condizioni di lavoro, gravosi per intensità e
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Smart working e sicurezza informatica: in vigore il nuovo Protocollo
Il 7 dicembre 2021 il Ministero del Lavoro di concerto con le parti sociali ha pubblicato il nuovo Protocollo sul lavoro in modalità agile prevedendo numerosi adempimenti che impattano sulla gestione della security aziendale. Il Protocollo sarà operativo a partire dalla fine dello stato d’emergenza e conta numerose prescrizioni in ambito di protezione dei dati
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Normativa antinfortunistica: non spetta al lavoratore la prova delle violazioni
Incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare, oltre all’esistenza di tale danno, la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’una e l’altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l’onere di provare
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Attività libero-professionale intramuraria e principio di onnicomprensività della retribuzione
La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi in merito ad un ricorso presentato dall’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (IPSO) contro il decreto ingiuntivo riconosciuto ad una dirigente sanitaria a titolo di compensi per prestazioni di attività professionali aggiuntive in regime di intramoenia (Cassazione civile, Sez. lav., ordinanza 24 febbraio 2022,
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L’indennizzo INAIL non copre l’invalidità temporanea né il danno morale
Il danno biologico coperto dall’Istituto si riferisce esclusivamente e soltanto alla menomazione permanente dell’integrità psico fisica, che si protrae, cioè, per tutta la vita, che può essere assoluta o parziale e decorre dal giorno successivo a quello della cessazione dell’inabilità temporanea (art. 74, comma 2, T.U. INAIL). Esulano, dunque, dal sistema assicurativo, sia il «danno
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Corte Ue: ingiustificato il precariato dei supplenti di religione nella scuola pubblica italiana
La necessità di un titolo di idoneità rilasciato da un’autorità ecclesiastica non giustifica il rinnovo di contratti a tempo determinato per gli insegnanti di religione cattolica. Più precisamente, contrasta con la clausola 5 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato del 1999 (che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE) una normativa nazionale, come quella italiana,
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