Sostituzione del dirigente medico di struttura complessa: non si applica l’art. 2103 c.c.
La Suprema Corte di Cassazione, con la recentissima ordinanza 15 febbraio 2022, n. 4983, ha ribadito che la sostituzione nell’incarico di dirigente medico del servizio sanitario nazionale ai sensi dell’art. 18 del CCNL dirigenza medica e veterinaria dell’8 giugno 2000, non si configura come svolgimento di mansioni superiori poiché avviene nell’ambito del ruolo e livello
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Società partecipate in liquidazione: illegittimo l’inserimento nell’albo di alcuni dipendenti
Con la sentenza 22 febbraio 2022, n. 39 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 117, comma 2, lett. l), Cost. e all’art. 14 dello statuto reg. Siciliana, dell’art. 3 della legge della Regione Siciliana 4 marzo 2021, n. 6, nella parte in cui consente l’inserimento nell’albo del personale delle società partecipate
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Muore di infarto dopo un lungo viaggio di lavoro: è infortunio in itinere
La tutela assicurativa gestita dall’INAIL si estende all’infortunio che colpisce il lavoratore lungo il percorso che collega l’abitazione al lavoro e viceversa. Ne consegue che la sussistenza di un rapporto finalistico tra il percorso normale e l’attività lavorativa è sufficiente a garantire la tutela antinfortunistica. A confermarlo è la Cassazione con sentenza 22 febbraio 2022,
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Obesità grave e pensione d’invalidità
Con l’ordinanza 14 febbraio 2022, n. 4684, la Sezione VI-Lavoro della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della corretta valutazione del concetto di permanenza dell’infermità invalidante e della conseguente riduzione della capacità lavorativa e di guadagno ai fini del riconoscimento della pensione di invalidità. La Suprema Corte si è in particolare soffermata sulla valutazione
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Licenziamento disciplinare: quale tutela in caso di contestazione tardiva?
Con ordinanza del 12 gennaio 2022, il Tribunale di Ravenna si è pronunciato sulla tutela applicabile nel caso di licenziamento disciplinare comminato in seguito a un procedimento disciplinare attivato tardivamente. Il giudice del lavoro ha ritenuto applicabile la tutela reintegratoria attenuata ai sensi dell’art. 18, comma 4, L. n. 300/1970. Questa pronuncia si discosta dall’orientamento
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Trasferimento collettivo a più di 600 Km di distanza equiparato al licenziamento collettivo
Il Tribunale di Napoli Nord, con ordinanza del 4 gennaio 2022, ha equiparato il trasferimento collettivo dei lavoratori ad altra sede aziendale geograficamente distante (più di 600 km) ad un licenziamento collettivo, sul presupposto che tale operazione, peraltro nella specie qualificabile come contraria a buona fede e correttezza, fosse idonea a determinare una sostanziale modifica
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Misura dell’assegno per le vittime del dovere
È infondata la pretesa di un soggetto titolare dei benefici di cui all’art. 1, commi 563 e 564 della L. n. 266/2005 e del D.P.R. n. 243/2006, come “vittima del dovere” di vedere percepire il relativo assegno fino alla misura di euro 500,00, per effetto della elevazione prevista dall’art 4, comma 238, della L. n.
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Retribuzioni dei dipendenti pubblici: legittima la previsione di un tetto massimo
Con la sentenza n. 27 del 28 gennaio 2022 la Corte costituzionale ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento agli artt. 1, 2, 3, 10, 23, 36, 53 e 97 Cost., in relazione ‒ per l’art. 10 ‒ all’art. 23, comma 2, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, delle questioni di legittimità costituzionale relative all’art.
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Svolge attività extra-lavorativa in orario di lavoro? Manager licenziato
Con ordinanza 31 gennaio 2022, n. 2870, la Corte di Cassazione ha confermato la pronuncia della Corte d’Appello di Roma che aveva dichiarato legittimo il licenziamento per giusta causa del manager che aveva abbandonato in due occasioni il luogo di lavoro e si era recato presso un esercizio commerciale vicino, del quale era socio, per
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Mobbing nel pubblico impiego: i presupposti per l’integrazione della fattispecie
La configurabilità del mobbing presuppone l’esistenza di plurimi elementi, la cui prova compete al prestatore di lavoro, di natura sia oggettiva che soggettiva e, fra questi, l’emergere di un intento di persecuzione, che non solo deve assistere le singole condotte poste in essere in pregiudizio del dipendente, ma anche comprenderle in un disegno comune e
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