Presupposti del mobbing in ambito militare e relativa giurisdizione
Rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia avente a oggetto un comportamento di mobbing nei confronti di un ufficiale dell’Esercito, trattandosi di controversia attinente al pubblico impiego di personale non contrattualizzato, ai sensi del combinato disposto di cui all’art. 133, comma 1, lett. i), c.p.a. e all’art. 3 del d.lgs. n. 165/2001. In
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Riders: discriminatorio l’algoritmo sul ranking reputazionale del lavoratore
Sono di carattere discriminatorio quei criteri di accesso alle sessioni di lavoro, gestiti e applicati tramite una piattaforma digitale, che nel determinare il cd. ranking reputazionale del rider pregiudicano le sue occasioni di lavoro future laddove non prendono in considerazione la causa giustificativa dell’eventuale sua assenza (Tribunale di Bologna, 2 gennaio 2021).
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INPS: le procedure per la formazione delle liste di Avvocati domiciliatari e/o sostituti d’udienza
L’INPS ha pubblicato, il 18 gennaio 2021, sul suo sito, l’avviso che riguarda le modalità per acquisire la disponibilità di professionisti avvocati a svolgere incarichi di domiciliazione e/o sostituzione in udienza presso gli Uffici giudiziari del circondario di alcuni Tribunali, in esecuzione della Determinazione del Consiglio di Amministrazione n. 93 del 9 dicembre 2020.
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Mobbing orizzontale: responsabile il datore che non protegge il lavoratore dalle persecuzioni dei colleghi
La Corte di Cassazione, con sentenza 4 dicembre 2020 n. 27913, torna a pronunciarsi in un caso di mobbing perpetrato dai colleghi di pari livello della vittima, confermando la responsabilità del datore di lavoro (nel caso in esame, a conoscenza degli episodi persecutori) che aveva omesso di intervenire a tutela del dipendente interessato.
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Per la prova del licenziamento orale non basta la cessazione del rapporto
Il lavoratore che impugni il licenziamento allegandone l’intimazione senza l’osservanza della forma scritta ha l’onere di provare, quale fatto costitutivo della domanda, che la risoluzione del rapporto è ascrivibile alla volontà datoriale, seppure manifestata con comportamenti concludenti, non essendo sufficiente la prova della mera cessazione dell’esecuzione della prestazione lavorativa (Cass. civ., sez. Lav., 8 gennaio
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Prorogare l’incarico al GOT è abuso del rapporto di lavoro a tempo determinato
In applicazione dei criteri e dei principi stabiliti dalla sentenza della CGUE del 16 luglio 2020, causa C 658/18, secondo il Tribunale di Vicenza (sentenza 16 dicembre 2020) il giudice onorario di tribunale che effettui prestazioni reali ed effettive, non marginali né accessorie per le quali percepisca indennità aventi carattere remunerativo, è un lavoratore. Al
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I tentativi di qualificazione dei riders nella giurisprudenza Covid-19
Di seguito l’articolo della dott.ssa Barberio, pubblicato su Il lavoro nella giurisprudenza n. 1/2021, Ipsoa, Milano. Alcune pronunzie, rese in via d’urgenza dalla giurisprudenza di merito, hanno offerto l’occasione per riflettere sulla qualificazione dei riders ai fini degli obblighi della sicurezza sul lavoro. In particolare, mentre il Tribunale di Bologna ha ritenuto sussistente un rapporto
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Risarcimento del danno da ritardata assunzione
Nel caso di ritardata costituzione di un rapporto di impiego conseguente all’illegittima esclusione dalla procedura di assunzione, non può riconoscersi all’interessato il diritto alla corresponsione delle retribuzioni relative al periodo di ritardo nell’assunzione. Relativamente al periodo di ritardo l’interessato può chiedere, in presenza dei presupposti di legge di cui all’art. 2043 c.c., il risarcimento del
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Nullo il licenziamento intimato durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19
Il carattere imperativo e di ordine pubblico della disciplina relativa al blocco licenziamenti introdotto con il Decreto Cura Italia e successivamente prorogato con i Decreti Rilancio 1 e 2 rendono nullo il provvedimento espulsivo con conseguente sanzione ripristinatoria del rapporto di lavoro (Tribunale di Mantova, sentenza n. 112 dell’11 novembre 2020).
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Il comporto-aspettativa va concesso al lavoratore solo in “casi particolarmente gravi”
L’art. 47 del C.C.N.L. comparto Presidenza del Consiglio dei Ministri va interpretato nel senso che, superato il periodo di comporto, l’ulteriore periodo di comporto-aspettativa, se richiesto dal lavoratore avesse quale «condizione unica ed essenziale», destinata ad operare «oggettivamente», il rientrare dell’ipotesi di specie in uno dei «casi particolarmente gravi» (Cass. Civ., Sez. Lav., 28/12/2020, n.
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