False rendicontazioni dell’informatore scientifico del farmaco: legittimo licenziarlo in tronco
L’attività professionale dell’informatore medico-scientifico è connotata da un ampio potere organizzativo nella fase esecutiva della prestazione. Tanto conforta una maggiore aspettativa in capo al datore di lavoro circa il corretto e fedele adempimento degli obblighi contrattuali cui è tenuto l’informatore, primo fra tutti l’informazione scientifica dei farmaci ai medici allo stesso assegnati. La falsa rappresentazione
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Avvocato dichiara di non voler assumere omosessuali: è discriminazione nell’accesso all’occupazione e al lavoro
Bisogna fare attenzione a quanto si dichiara in pubblico, alla radio o si scrive sui social network, le parole ancora oggi pesano, soprattutto quando sono offensive o comunque ledono i diritti delle persone. Lo dimostra la “sentenza Associazione Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford” (causa C-507/18) con la quale la Corte di Giustizia
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I Giudici di Pace hanno diritto alle ferie retribuite? La risposta della CGUE
Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza 16 luglio 2020, C658/18), il giudice di pace rientra nella nozione di «giurisdizione di uno degli Stati membri», ai sensi dell’articolo 267 TFUE. Nei limiti in cui il giudice di pace effettui prestazioni reali ed effettive, non marginali né accessorie per le quali percepisca indennità aventi carattere
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L’incremento della pensione d’inabilità per gli invalidi civili totali spetta sin dall’età di 18 anni
Con la sentenza n. 152 del 2020 il Giudice delle leggi ha dichiarato, in riferimento agli artt. 3 e 38, comma 1, Cost., l’illegittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, con efficacia ex nunc, nella parte in cui, per gli invalidi civili totali, dispone che i benefici incrementativi di
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Dubbi sull’omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
Il G.I.P. presso il Tribunale di Treviso solleva di questione di legittimità costituzionale dell’art. 589, comma 2, c.p. nella parte in cui non prevede una diminuzione di pena nel caso in cui l’evento non sia esclusivamente conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole per ritenuto contrasto con l’art. 3 della Costituzione.
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Licenziamento per vizi formali e procedurali: illegittima l’indennità basata sulla sola anzianità di servizio
Con la sentenza n. 150 del 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato, in riferimento agli artt. 3, 4, comma 1, e 35, comma 1, Cost., l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alle parole “di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di
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Conversione Decreto Rilancio: ulteriori novità per le imprese e il lavoro nell’emergenza COVID-19
Breve sintesi delle principali previsioni giuslavoristiche e misure a sostegno delle imprese come modificate dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, di conversione del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34.
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Pubblico impiego: i buoni pasto non sono dovuti al lavoratore in smart working
La corresponsione dei buoni pasto presuppongono che l’orario di lavoro sia organizzato con specifiche scadenze orarie e che il lavoratore consumi il pasto al di fuori dell’orario di servizio, per cui essi non sono dovuti al lavoratore in «smart working» e, di conseguenza, la fruizione degli stessi non può formare oggetto di contrattazione e confronto
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È straining se le azioni illecite contro il lavoratore sono limitate nel numero e nel tempo
Il mobbing è configurabile ove ricorra l’elemento obiettivo, integrato da una pluralità continuata di comportamenti dannosi interni al rapporto di lavoro, e quello soggettivo dell’intendimento persecutorio nei confronti della vittima, mentre lo straining, quale forma attenuata di mobbing, è configurabile quando vi siano comportamenti stressogeni scientemente attuati nei confronti di un dipendente ma manca la
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Covid-19 e comporto: procedure e documenti per il riconoscimento dell’indennità di malattia
Con il messaggio n. 2584 del 24 giugno 2020, l’Inps risponde ad alcune criticità emerse nell’interpretazione dell’art. 26 del c.d. Decreto Cura Italia. Ne emergono nuove indicazioni tanto sul piano operativo quanto su quello definitorio con riguardo all’individuazione del periodo di comporto e alle procedure e ai documenti richiesti per il riconoscimento dell’indennità di malattia.
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